A che serve un maestro? A ispirare fiducia, amore e libertà

A che serve un maestro? A ricordarti chi sei anche se tu ancora non lo sai. A indicarti e illuminarti la strada perché tu possa percorrerla con fiducia in te stesso e amore incondizionato.

Un maestro non ammaestra. Educa, eleva.
– Paolo Crepet

Molti di noi hanno avuto dei maestri, anzi, abbiamo sempre persone o situazioni che possono diventare per noi delle guide se solo siamo attenti e sensibili, se solo sappiamo ascoltare.

Ma a che serve un maestro?

A insegnarci quello che già siamo, a mostrarci ciò che  osserviamo già d’abitudine ma forse non comprendiamo a pieno. Del resto, pensiamo ai pittori,  con i loro dipinti ci insegnano a vedere il tramonto, le montagne, i mari, la natura: sono sempre davanti ai nostri occhi eppure, attraverso la rappresentazione, le percepiamo nella loro bellezza e verità.

Un maestro non è chi insegna qualcosa ma chi ispira l’altro a dare il meglio di sé per scoprire una conoscenza che già possiede nella propria anima.
– Paulo Coelho

Le nostre esperienze sono i migliori insegnamenti che possiamo ricevere per evolvere, per cambiare qualcosa in noi, per scoprire la bellezza dei momenti che viviamo e per espandere la nostra consapevolezza.

A volte le persone temono di confrontarsi con se stesse e così seguono ciecamente qualcuno, lo idolatrano, lo imitano. Così non si è liberi. Invece, la vita ci insegna l’alto valore della libertà e dell’emancipazione.

Libertà per me significa essere liberi di essere ciò che siamo, senza temere critiche o giudizi. Per essere davvero liberi bisogna imparare a non nuocere a nessuno, animali compresi altrimenti sarai sempre schiavo dei tuoi sentimenti di più basso livello. 

Essere emancipati significa evitare di essere relegati negli schemi mentali di qualcuno o in quei blocchi che si sono generati dentro di noi.  Conosci la storia storia dell’orso che visse per venti lunghi anni all’interno di una gabbia di ferro?  Un bel giorno però quella gabbia fu rimossa ma l’orso continuò ad andare avanti e indietro come se fosse ancora nella gabbia. Quando siamo schiavi dei nostri limiti mentali siamo depotenziati, inferiori e anziché essere emancipati dai vincoli della mente continuiamo ad esserne schiavi.

Il maestro apre la porta. Ma tu devi entrare da solo.
– Proverbio cinese

Il maestro ci indica la strada ma poi siamo noi a percorrerla e ad affrontarla. Dipende da noi avere fiducia ed evitare di prestare ascolto a chi non sa o non vuole camminare sul proprio sentiero cercando di sviare anche gli altri.

Si dice che un albero si riconosca dai frutti che dona. Nella mia vita ho osservato il comportamento delle persone che mi hanno fortemente ispirato e, pur riconoscendone le fragilità umane, ho sempre compreso la loro statura morale dalla bellezza della loro onestà, lealtà e dalla qualità delle loro parole. Ma soprattutto dalle loro azioni. 

Ho anche osservato il comportamento di chi  tentava di spingermi lontano dalle persone virtuose:  le  loro parole erano animate dalla volontà di ottenere quello che non era a loro destinato o semplicemente dal desiderio di distruggere.

Che cosa fa allora un maestro?

Un maestro ti ricorda sempre chi  sei anche se tu non lo sai. Un maestro illumina con il suo esempio, con la sua presenza e con la sua determinazione. Un maestro porta luce nelle nostre vite anche quando preferiamo rimanere all’ombra. Il più grande maestro ha una voce inconfondibile, quella della nostra coscienza. Ascoltarla dipende da noi.

 

Continua la lettura con il prossimo articolo -> Libertà ed emancipazione, ecco il vero coaching

 

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