Amicizia, profondo sodalizio di anime

L’amicizia vera è un porto sicuro in cui trovare rifugio e ristoro ma rappresenta anche la spinta ad essere noi stessi e a salpare nel mare dell’esistenza.

Non camminare dietro a me, potrei non condurti. Non camminarmi davanti, potrei non seguirti. Cammina soltanto accanto a me e sii mio amico
—Albert Camus

Giornate accese di sole a correre nei parchi e per le strade, nei cortili a urlare la libertà, pedalate forsennate su bici precarie: le estati dell’infanzia e più di tutto gli amici.

Ognuno di noi ricorda quei giorni, i compagni di giochi e di avventure.

Gli amici.

Tornare con la memoria a quei momenti — che coincidono con gli anni più spensierati della vita — ci riempie di gioia. È un tema che mi è da sempre molto caro perché credo che gli amici veri siano un dono prezioso.

Il pensiero indiano teorizza cinque stanze in cui si snoda la nostra esistenza: il sé o stanza dell’individualità, la stanza della famiglia, quella del lavoro, delle relazioni e la stanza della spiritualità. Tra queste occupa un posto importante quella dedicata appunto alle relazioni, alle amicizie.

Come dovrebbe essere questo luogo? E noi come dovremmo sentirci?

In questa stanza è bene percepire una buona energia proveniente da persone che sono al nostro fianco, ci sostengono: sono gli amici veri, leali da cui ci sentiamo compresi, amati, ispirati.

Sai bene che un amico sincero può diventare per te un rifugio nei momenti difficili della vita ma è anche la persona che ti spinge a dare il meglio di te stesso godendo dei tuoi successi e della tua felicità, anzi condividendoli con te.

Se ti domandassi come stai in questa stanza e tu potessi andare indietro nel tempo, agli anni dell’infanzia ti sentiresti riempire il cuore di gioia e di gratitudine per ciò che di meraviglioso hai vissuto.

E ora, nel presente, come vivi questa dimensione?

Può essere utile per la nostra crescita personale fare una riflessione su chi siano i nostri amici, che tipo di persone frequentiamo, di quali valori e atteggiamenti ci circondiamo. Facciamo in modo che i momenti trascorsi con le persone che consideriamo amiche non si aggroviglino sempre attorno al lavoro e alle sue problematiche o ad argomenti pesanti che abbassano il livello di energia. Anzi, sono ore che possiamo dedicare ad affrontare temi o situazioni su cui vorremmo un parere sincero, a sgravarci di pesi che portiamo in noi ma può essere anche il tempo dell’allegria, di una risata, lasciandosi andare e condividendo emozioni di lievità e gioia.

Trova il tempo di essere amico: è la strada della felicità
—Madre Teresa di Calcutta

Cambia il punto di vista e domandati che tipo di amico sei tu per gli altri.

Il più delle volte ci concentriamo sulle azioni altrui verso di noi: prova a pensare come ti comporti tu, che prove di amicizia hai dato o stai dando.

Spero che quest’articolo t’ispiri a compiere gesti concreti verso chi ritieni essere tuo amico o amica. C’è bisogno, ogni tanto, che questo sentimento, sodalizio profondo dell’anima, si manifesti in atti di gratitudine, generosità, piccole e simpatiche sorprese per ricordare a chi ci mostra amicizia che anche noi ci siamo, presenti e attenti alle esigenze e ai bisogni degli altri.

Gli amici sono autentici gli uni di fronte agli altri.

Con l’amico non abbiamo bisogno di fingere, di indossare maschere: siamo noi in totale autenticità.

Mi piace ricordare le parole di Antoine de Saint-Exupery “Amico mio, accanto a te non ho nulla di cui scusarmi, nulla da cui difendermi, nulla da dimostrare: trovo la pace. Al di là delle mie parole maldestre tu riesci a vedere in me semplicemente l’uomo.”

L’augurio è di essere amici capaci di vedere negli altri la loro splendida umanità.