Avere fiducia in se stessi, oltre ogni critica: così si crea un’abitudine felice

Avere fiducia in se stessi, oltre le critiche negative e il parere degli altri, significa sintonizzarsi sull’autentica voce interiore, creare un’abitudine felice nella nostra vita

La fiducia in se stessi è il primo segreto del successo —Ralph Waldo Emerson

Essere amati e rispettati è un’esigenza lecita e fondamentale per noi esseri umani.

Lo psicologo Maslow — teorizzando la piramide dei bisogni su cui si fonda la nostra esistenza — inserisce la necessità di essere accettati, benvoluti, riconosciuti, tra i bisogni di grado superiore.

L’approvazione è come un abbraccio, una coperta che ci ripara dalle intemperie. Se la nostra fiducia in noi stessi non ha solide fondamenta, la critica e la disapprovazione si abbatteranno come un’onda devastante togliendoci energia, autostima e slancio vitale. E a volte anche la felicità.

Conosciamo tutti la sensazione di amarezza, di sconfitta, di arrendevolezza che ci prende in seguito ad un attacco — diretto o peggio ancora indiretto — ad un giudizio negativo, magari una derisione. Perdiamo tempo prezioso.

Ascoltando le opinioni, i giudizi degli altri in ambito lavorativo o familiare, ci lasciamo prendere da una spirale che può portare fino al pensiero di non agire più per non sbagliare, di non parlare per non essere criticati, di non esprimere un parere per non scontentare qualcuno. Insomma, smetteremmo di vivere nel senso pieno del termine.

Ma perché ci preoccupiamo così tanto del giudizio degli altri? Molte volte questo giudizio viene espresso con toni aspri, duri: quale pensate sia l’origine? L’insoddisfazione, l’indivia, l’orgoglio. Chi critica gli altri critica se stesso; in realtà, esprime la sua profonda scontentezza.

Dovremmo credere in noi stessi e non lasciarci sopraffare ma proseguire con fiducia il nostro cammino.

Impara a piacere a te stesso. Quello che pensi tu di te stesso è molto più importante di quello che gli altri pensano di te —Seneca

La comunicazione social ha amplificato la questione. Consideriamo il like e la condivisione la nostra approvazione sociale, l’imprimatur sul nostro lavoro, l’applauso. E quando invece arriva il pollice verso, il commento contrario o negativo ci sentiamo frustrati, come se ci avessero spento. Siamo tutti esposti alle critiche. Dobbiamo imparare a gestirle e a superarle.

Rispettiamo per primi il parere degli altri, confutiamo e rispondiamo con educazione, poi se chi ci attacca non sente ragioni esiste la sana possibilità di bloccarlo.

Ma non blocchiamo mai il nostro entusiasmo, la nostra energia che ci spinge a fare bene e ad andare avanti. Non permettete a nessuno di limitare la passione che avete dentro, di rovinarvi la giornata, di togliervi il sorriso.

Le critiche possono colpirci quando non crediamo in noi, allora cerchiamo il sostegno degli altri. Abbiamo bisogno che ci convincano, temiamo di restare soli, di non essere parte di un gruppo.

Non potremmo mai piacere a tutti, ci saranno sempre idee diverse dalle nostre, pareri contrari. Stare bene con se stessi, essere certi di fare al meglio la nostra professione, di portare valore nella famiglia e nelle relazioni non ci mette al riparo dal compiere errori ma non ci farà certo abbattere da critiche negative.

Esiste però un altro tipo di critica, quella costruttiva. In questo caso valutiamo quanto ci possa essere di stimolo per migliorare. Un cliente che ci fa notare alcune mancanze o problematiche del nostro lavoro o del nostro prodotto è importante perché ci permette di correggere, perfezionare e quindi crescere. Così come le osservazioni di chi ci vuole bene e crede che possiamo fare sempre un passo in più. Queste sono critiche che spronano, sostengono, incentivano a compiere scelte all’altezza delle nostre potenzialità.

Ecco che nasce un’abitudine felice: lascia andare come sabbia nel vento ciò che ti vuole denigrare e ferire, ascolta invece con attenzione quello che ti arricchisce, che può contribuire alla tua crescita personale e alla tua felicità, seminalo nel giardino meraviglioso che coltivi dentro di te.