Donare agli altri felicità: è il senso della vita

Quando rinunciamo ad essere felici, quando pensiamo che la felicità nostra e degli altri non sia realizzabile allora non vogliamo comprendere il senso della vita, abdichiamo dalla nostra natura che è speciale, che è divina.

Tutti cercano la felicità, qualsiasi sia il sesso, la religione o la nazionalità cui si appartiene, e l’essenza della felicità è amare ed essere amati
—Radhanath Swami

Sono in molti a pensare che la felicità non sia il fine ultimo dell’essere umano o che addirittura non si possa raggiungere mai.
Quando rinunciamo ad essere felici, quando pensiamo che la felicità nostra e degli altri non sia realizzabile allora non vogliamo comprendere il senso della vita, abdichiamo dalla nostra natura che è speciale, che è divina.

Ho avuto la grande opportunità di incontrare Radhanath Swami e d’intervistarlo per la mia serie di podcast. Radhanath Swami è un maestro, un leader spirituale che va per il mondo  portando un messaggio di valori e di cambiamento; è un Sannyasy, un monaco dell’antichissima tradizione Vaishnava (induismo-monoteista).  Docente e Guru – nel senso vero del termine – del percorso devozionale del Bhakti-Yoga, lo yoga dell’amore. È autore del bellissimo libro “Ritorno a casa”, un testo di memorie sulla sua ricerca della verità spirituale.
Ha dedicato e dedica la vita al servizio di Dio e del prossimo.
Gli ho chiesto quale sia il segreto per essere felici.

Guardandoti dentro puoi scoprire la gioia, ma è soltanto aiutando il prossimo che conoscerai la vera felicità —Sergio Bambarén

Mi ha illuminato con il suo sorriso e mi ha detto che il segreto della felicità è molto semplice: sta nel rendere felici gli altri, più doniamo e più si accresce la nostra felicità.
Sembra così semplice ma non lo è.
Nella pratica spesso ci blocchiamo, ci perdiamo nel domandare a noi stessi che cosa farà felice nostra moglie o nostro marito, i nostri genitori, i figli, gli amici.
La mente, grande manipolatrice, ci porta a pensare che è complicato, che non sappiamo quale sia il modo e, dopo tutto, facciamo già del nostro meglio.
A questo punto devi ricondurti alla sensazione reale, assaporare quanto bene ti possa fare il percepire la felicità dell’altro, la commozione davanti ai tuoi gesti di generosità, di presenza.
Ecco allora che la mente tace. Lascia spazio alle emozioni che ti porteranno ad agire.

I potenti rammentino che la felicità non nasce dalla ricchezza né dal potere, ma dal piacere di donare —Fabrizio De André

Sapere di poter contribuire alla felicità delle persone è uno stato d’animo meraviglioso e penso che sia così perché in quel momento ci colleghiamo alla nostra più intima, profonda natura.

Stiamo compiendo quello per cui siamo qui: donare agli altri senza riserve ed egoismi.
Sentire quel brivido di emozione pura è impagabile e lo avverti quando pensi e poi agisci portando sollievo a qualcuno.
Credimi non è tanto il che cosa e il come che conta, supera questo pensiero, questo limite. Concentrati sul momento in cui doni e la gioia dell’altro si esprime e ritorna contribuendo alla tua stessa felicità.
E pensa quanto grande sia questa sensazione quando magari il destinatario del dono non ti ha chiesto nulla. Non aver nessun dubbio: è ciò che doni che porta senso alla tua vita.