Dove punti il dito?

Solo tu puoi permettere a te stesso e a chi avrà la fortuna di incontrarti, di creare le condizioni ottimali affinché un clima positivo di crescita e miglioramento sia possibile.

Quando guardi solo fuori, all’esterno di te, perdi sempre qualcosa di essenziale, prima di tutto il tuo punto di vista privilegiato.
Gli atteggiamenti che quotidianamente adotti nelle più disparate situazioni, il modo in cui ti avvicini al mondo, non sono altro che un riflesso chiaro e infallibile del tuo modo di pensare.

Durante i miei training racconto ai partecipanti che il mio Maestro spirituale ripeteva spesso che quando punti il dito indice per giudicare qualcuno, dovresti fare molta attenzione e osservare le restanti tre dita della mano che stai adoperando per sottolineare un errore esterno, perché esse puntano verso te.

Tutte le volte che ci prendiamo la briga di osservare con sguardo inquisitore l’operato altrui, ci dimentichiamo troppo facilmente di prenderci la nostra parte di responsabilità nell’equilibrio delle relazioni e di ciò che accade intorno a noi.

Durante i WORKSHOCK faccio fare alle persone un esercizio divertente che consiste nel rivolgere il dito indice verso se stessi all’altezza del chakra del cuore e ridere, battendolo ritmicamente su di esso. Piuttosto che punto verso gli altri, questo dito inquisitore, rivolgilo a te stesso —ma anziché criticarti troppo, ridici un po’ su.

L’unico scopo della critica dovrebbe essere quello di permettere ad ognuna delle parti coinvolte di evolvere, non di annichilire. L’esercizio che ti ho sopra descritto, nella sua semplicità, ha proprio questo scopo: è sempre possibile migliorare. E l’errore — che sia tuo o di un tuo collega, familiare, amico, parente — è solo un’opportunità di apprendere ciò che ancora si ignorava o non si era compreso bene, sia per te che per chi lo ha commesso.

Ridere permette di ridimensionare le seriosità e di sfruttare le correnti d’aria non per farsi scaraventare a terra, ma per planare in volo e ottimizzare le proprie energie.

Solo tu puoi permettere a te stesso e a chi avrà la fortuna di incontrarti, di creare le condizioni ottimali affinché questo clima di crescita e miglioramento sia possibile. Tu sei il centro del mondo, colui che è in grado con il suo essere — e non con il suo apparire — di raggiungere il successo in ogni stanza della propria vita.

Ogni avversità, ogni fallimento e ogni dolore portano con sé il seme di un vantaggio equivalente o superiore —Napoleon Hill

Goditi il viaggio, dunque: il miglior modo per farlo è curarsi dell’essenziale dato dal tuo carattere, che è la tua stessa struttura mentale, psichica ed energetica. Esso prende vita dalla formulazione dei tuoi pensieri, dalle conseguenti azioni e quindi da ciò che per te diventa abitudine. Il tuo carattere e il tuo atteggiamento mentale ti permetteranno di plasmare il tuo futuro.