Essere genitori? Il più delicato e splendido lavoro del mondo

Quale scuola frequentare per essere bravi genitori? Nessuna. Solo la vita. Vivere ogni giorno facendo tesoro delle esperienze, accedere alla regione più intima del cuore per trovare conforto, fidarci dell’amore che nutriamo nei confronti dei nostri figli: non c’è altra strada.

Figlio è un essere che Dio ci ha prestato per fare un corso intensivo di come amare qualcuno più che noi stessi, di come cambiare i nostri peggiori difetti per dargli migliore esempio, per apprendere ad avere coraggio
—José Saramago

Anchise era un eroe ed era il padre di Enea.

Nell’Eneide Virgilio narra che, durante la caduta di Troia, il condottiero acconsentì ad essere portato in salvo da suo figlio. La città era in fiamme, assediata dai Greci ma Enea non abbandonò il vecchio genitore, lo caricò sulle spalle e prese per mano il piccolo Ascanio, suo figlio.

Quest’immagine, di rara bellezza, basterebbe a racchiudere l’intensità del rapporto genitori e figli in tutta la sua profondità e tenerezza.

Non tutti siamo genitori ma non c’è chi non sia figlio o figlia e quindi siamo in grado di comprendere che cosa significhi essere padre o madre. Se fosse qualificato come una professione non sarebbe mai remunerato abbastanza.

Quando dico genitori non intendo solo quelli naturali biologici ma anche chi si è dedicato alla crescita amorevole di bambini, che li hanno avuti in affidamento o adottati e che sono diventati padri e madri a tutti gli effetti.

I genitori non scioperano, se vanno in vacanza da soli il pensiero è sempre con i loro figli.

Per molti il rapporto con la famiglia d’origine è fonte di lotte, problematiche, sofferenze mentre per altri significa amore profondo, gioia e sicurezza.

Esiste il genitore perfetto? Quello che non abbia mai sbagliato e che possa dire di aver sempre agito nel modo migliore nell’educazione dei figli e nel rapportarsi con loro?

Non credo. Sarebbe assai presuntuoso definirsi tale.

L’impresa più difficile dell’essere genitori è lasciare che le nostre speranze per i figli abbiano la meglio sulle nostre paure —Ellen Godman

Quale scuola frequentare per essere bravi genitori? Nessuna. Solo la vita. Vivere ogni giorno facendo tesoro delle esperienze, accedere alla regione più intima del nostro cuore per trovare conforto, fidarci dell’amore che nutriamo nei confronti dei nostri figli: non c’è altra strada.

Coltiviamo la bellezza e le potenzialità dei figli, non facciamoli mai sentire sbagliati. Vale anche per noi: non siamo un errore, non siamo un fallimento. Abbiamo già vinto se pensiamo quanto sia difficile essere stati concepiti.

Il verbo concepire deriva dal latino concipere che significa prendere con sé una vita nascente.

Solo uno spermatozoo su 400 milioni arriva a fecondare l’ovulo permettendo il concepimento.

Essere nati è una vittoria.

Conserviamo in noi la gratitudine per chi ci ha donato la vita. La felicità di un figlio dovrebbe essere sempre in relazione a quella dei suoi genitori che, a loro volta, si nutrono del benessere dei figli.

I miei genitori sono la mia spina dorsale. Sono il solo gruppo che ti darà supporto se segni zero punti o se ne segni quaranta —Kobe Bryant

Non sempre le storie delle famiglie scorrono senza intoppi, dolori, scontri. Direi quasi mai. Eppure quando si riflette con onestà, ci rendiamo conto che abbiamo avuto molti insegnamenti, molta dedizione per quello che una persona poteva essere e poteva fare nel suo ruolo di genitore che è conseguenza del ruolo di figlio.

Conserva serenità nel tuo cuore e gratitudine per quello che ti è stato dato fosse anche solo essere stato vestito, nutrito e accudito.

La buona notizia che voglio darti è che in ogni momento possiamo ricambiare quanto ricevuto, anzi, dare ancora di più. Saremo un esempio per i nostri stessi figli che ci vedranno prenderci cura con amore dei nostri genitori.

E da genitori benediciamo — come ha scritto Saramago — i nostri figli perché noi siamo già stati benedetti nell’averli avuti.