Il rumore bianco: qual è il suono che ti rilassa?

Allontanati dal frastuono, rifugiati in quel posto meraviglioso dove abitano i pensieri, i sogni e le speranze. Segui il tuo suono bianco. Protetti in questa culla sonora corpo e mente ritrovano pace.

Il vento è uno dei miei suoni. Un suono solitario, forse, ma rilassante. Ognuno di noi dovrebbe avere il proprio suono personale e il suo ascolto dovrebbe renderlo euforico e vivo, o silenzioso e tranquillo. — André Kostelanetz, direttore d’orchestra

C’è un rumore, o meglio, un suono con cui puoi entrare in sintonia, ti permette di portare la mente su diverse frequenze, di ritrovare calma e relax: è il suono bianco o white noise.

Ti sarà capitato di essere nel bel mezzo del traffico, nel frastuono di una grande città, oppure tra la folla. I rumori si incrociano, si sovrappongono.

Il suono bianco forse lo porti dentro di te da quando qualcuno ti cantava la ninna nanna. Magari sei una di quelle persone che si rilassano ascoltando il rumore del phon o della cappa in cucina. Persino l’aspirapolvere o un ventilatore possono avere un effetto particolare sullo stato d’animo e sulla psiche. 

Da un punto di vista tecnico,  il rumore bianco è un suono di ampiezza costante in tutta la sua gamma di frequenze che noi possiamo udire, ovvero è  la somma di tutti i suoni, per questo si chiama “bianco” come il colore che è la somma di tutti gli altri colori. 

Il suono bianco è un rumore costante che non logora ma rilassa. La vita spesso è fatta di  andirivieni di persone e  movimenti, ma prova a pensare all’incredibile potere che potrai generare ascoltando i tuoi anche impercettibili suoni bianchi.

Il suono del mare, il canto degli uccelli. Persino la goccia che cade dal rubinetto può diventare fonte di concentrazione e rilassamento.  La notte prima di addormentarti non lasciarti andare davanti allo smartphone o allo schermo della tv, sintonizzati sul tuo suono bianco.

Non c’è mai fine. Ci sono sempre dei suoni nuovi da immaginare, nuovi sentimenti da sperimentare. — John Coltrane, sassofonista

Esiste una teoria detta Cimaticaelaborata dallo studioso svizzero Hans Jenny – che sostiene l’esistenza di un sottile potere attraverso il quale il suono è in grado di strutturare la materia.  Il nome cimatica e deriva dal greco kymatika e significa “studio riguardante le onde” .

Nei suoi esperimenti Hans Jenny metteva sabbia, polvere e fluidi su un piatto metallico collegato ad un oscillatore meccanico che produceva diverse frequenze. La sabbia o le altre sostanze poste sul piatto si organizzavano in varie strutture tipiche della frequenza della vibrazione emessa dall’oscillatore.

Secondo Jenny queste strutture –  che ricordano i maṇḍala –   manifesterebbero la  forza invisibile del campo vibrazionale; non solo, ogni forma conterrebbe le informazioni sulle vibrazioni che l’hanno creata. 

Affascinante e sorprendente. Fino dove può arrivare il suono? Pensate all’Om, il suono dell’Universo, la vibrazione primordiale. Ma ancora: alle preghiere, alle litanie, ai canti religiosi. Ci portano in profondità. 

Se un uomo non marcia al passo dei suoi compagni, magari è perché ode un tamburo diverso; lasciatelo marciare al suono della musica che sente, non importa né quanto lontana essa sia, né quale ne sia la cadenza. — Henry David Thoreau, filosofo

Allontanati dal frastuono, rifugiati in quel posto meraviglioso dove abitano i pensieri, i sogni e le speranze. Segui il tuo suono bianco. Protetti in questa culla sonora corpo e mente ritrovano pace.

Siamo esseri dotati di una sapienza antica che ebbe le sue prime manifestazioni proprio attraverso i suoni.Il mio suono bianco? Ne ho tanti ma l’onda dorata che apre il mio cuore e la mia anima è la risata davanti alla quale, un giorno, ogni altro rumore si arrenderà.