Il vero capolavoro non è ciò che fai ma ciò che sei

Ci avviciniamo alla gente quando ci sentiamo parte di una comunità. Scendi dal palcoscenico dell’ego: non solo le persone ti ascolteranno ma si ricorderanno di te, di quello che hai donato. E ti stupirai per ciò che accadrà.

Vuoi essere un grande? Comincia con l’essere piccolo. Vuoi erigere un edificio che arrivi fino al cielo? Costruisci prima le fondamenta dell’umiltà
—Sant’Agostino

Come si può vivere la vita in pienezza?

Verrebbe da dire avendo tanto successo, possibilità e potere in modo da emergere, distinguersi, primeggiare sugli altri, essere ammirati.

In realtà, se è questo il nostro pensiero, siamo davvero tanto lontani dall’avere una vita intensa e vera.

Uno dei modi di vivere davvero in pienezza è l’umiltà.

Qualcuno dice addirittura che sia fuori moda o che non esista più, che non sia praticata dalle persone. Ma non è così.

La parola umiltà deriva dal latino “humus” che significa non tanto il terreno ma il livello ancora più profondo: lì dove c’è la matrice della vita. Gli antichi effettuarono un collegamento di espressioni tra homo e humus, certo, e poi andarono oltre e identificarono la provenienza dell’uomo dalla terra per significare la sua semplicità, il suo essere accomunato a tutte le forme viventi, vegetali e animali.

Questo è il senso che forse abbiamo perso.

Chi vuole specchiarsi in acqua limpida, convien che si chini. Senza umiltà non si conoscon le anime pure —Nicolò Tommaseo

L’umiltà viene spesso identificata con debolezza, deprezzamento di sé: eppure è l’esatto contrario.

Ho avuto al fortuna di incontrare tanti grandi personaggi di successo e la loro principale caratteristica è proprio l’umiltà, allora ti viene da pensare che tra umiltà e grandezza ci sia un legame molto stretto.

Nessun traguardo professionale, nessuna erudizione potrà mai avere davvero valore senza il profumo dell’umiltà.

Quando incontro i ragazzi nelle scuole, gli studenti delle università, il pubblico ai miei corsi e seminari o ai TEDx a cui ho partecipato c’è una cosa che se posso amo sempre fare: scendere dal palco.

Per sentirmi tra le persone, per parlare a cuore e pancia di chi ho di fronte.

Ci avviciniamo alla gente quando ci sentiamo parte di una comunità. Scendi dal palcoscenico dell’ego: non solo le persone ti ascolteranno ma si ricorderanno di te, di quello che hai donato. E ti stupirai per ciò che accadrà.

Più che macchine, l’uomo ha bisogno di umanità. Più che d’intelligenza, abbiamo bisogno di dolcezza e bontà. Senza queste doti la vita sarà violenta e tutto andrà perduto —Charlie Chaplin

A volte ci concentriamo sul fare, ed è giusto. Prepariamo progetti, speech, scriviamo libri perfezioniamo il contenuto e anche questa è buona cosa.

Ma non basta.

Dobbiamo sempre pensare a quello che doneremo agli altri, a come ci porremo, a quanto saremo capaci di entrare in profonda empatia.

Non dimenticare mai che il capolavoro non è ciò che fai ma ciò che sei.

Quando i giornalisti domandavano a Charlie Chaplin quale fosse il suo film migliore, con la grandezza e l’umiltà che lo distingueva, rispondeva: il prossimo.