Il vero mentore ispira e sostiene, ci guida oltre i limiti della mente

Imparare a guardare al di là del dolore e delle difficoltà, nella certezza che ogni cosa avvenga per il nostro bene: questa è la voce del mentore

ll maestro si limita a «muovere», a stimolare il discepolo e il discepolo solo se risponde a questo stimolo arriva ad un vero apprendimento
—Tommaso d’Aquino

Quando pensiamo alla figura del “mentore” ci riferiamo in genere a chi ha un ruolo di guida, consigliere, guru; presenta degli aspetti in comune sia con l’insegnante che con il coach ma, nello stesso tempo, si differenzia da entrambi.

L’insegnante istruisce, se è bravo innamora del sapere, il coach stimola, allena; l’uno indirizza sulla via della conoscenza di sé e della realtà, l’altro aiuta a risolvere conflittualità, a far emergere potenzialità e a superare ostacoli.

E il mentore?

Il mentore ispira. Sostiene. Riporta la persona che gli si affida ai valori fondamentali della vita, incentiva a riconnettersi con l’essenza profonda dell’essere umano, a fare in modo che le risorse interiori diventino scelte concrete e azioni di vita.

Mentore fu un personaggio della mitologia, lo presenta Omero nell’Odissea: Ulisse, in partenza per la guerra di Troia, affidò suo figlio Telemaco a Mentore perché ne avesse cura, lo guidasse in mancanza del padre. Atena, poi, dea della sapienza — oltre che delle armi e della guerra — prese le spoglie dello stesso Mentore per occuparsi del figlio del suo protetto.

La sua figura ebbe risonanza in tempi più recenti grazie a un romanzo, scritto da Fénelon, arcivescovo francese: in qualità di precettore del duca di Borgogna, erede al trono del Re Sole, era solito scrivere racconti educativi che lo potessero aiutare nel suo percorso di formazione; tra il 1694 e il ’96, scrisse Les Aventures de Télémaque, narrazione che traeva spunto dalle vicende omeriche. Ed è forse proprio nel rilancio di Mentore da parte di Fénelon che “mentore” perse la connotazione di nome proprio per divenire sostantivo.

Il maestro se egli davvero è saggio non vi invita ad entrare nella casa della sua sapienza, ma vi guida sulla soglia della vostra mente —Khalil Gibran

Oggi il ruolo del mentore è riconosciuto per il suo prezioso apporto.
Gli sportivi, le grandi aziende ma anche tanti professionisti si affidano al mentore come ad una fonte di ispirazione e di sostegno. Avere chiaro il proprio obiettivo, la visione, sapere dove vogliamo arrivare sono aspetti fondamentali nel raggiungimento dei nostri traguardi ma abbiamo bisogno degli strumenti giusti, anzi, dei migliori strumenti. Così solo le persone migliori possono essere vere guide, mentori autentici.

Certo non siamo di fronte ad una persona infallibile, santa o dotata di chissà quali poteri però il vero mentore indica sempre il meglio a chi gli si affida e in modo particolare non mente mai anche se quello che deve dire può essere difficile, scomodo ma è sempre con lo sguardo e il cuore puntati sul bene di chi si affida a lui.

La verità quando è determinante trascende qualsiasi percezione, si pone chiara e precisa perché arriva dal vero sé. Il mentore non legge dentro, non interpreta eppure nello stesso tempo va oltre i limiti mentali, in questo sta una delle sue fonti di forza.

Chi è guida si pone dal lato del bene, sa che parole e azioni sono volte ad ispirare un cambiamento, una presa di coscienza, una decisione.

Da questo comprendiamo quale responsabilità abbia un mentore. Possiamo passare ore su google o su amazon ma non troveremo un mentore da ingaggiare magari a poco prezzo o in offerta speciale.

Dove stanno i mentori? Dove li possiamo trovare?

Le strade della vita s’incrociano, ci portano là dove dobbiamo essere, un antico proverbio cinese dice “quando l’allievo è pronto il maestro si manifesta”. Credo che sia così.

Il mentore rappresenta anche un’esperienza di vita vissuta, le situazioni che viviamo, gli errori e le difficoltà sono esse stesse preziosi insegnamenti.

Io non sono né il Guru, né Dio: Io sono Te e Tu sei Me
Questa è la Verità
—Sathya Sai Baba

Un’altra peculiarità del mentore è il messaggio che sa lasciare, lo stimolo a guardare oltre i momenti difficili: egli sa suggerire che quello che ci aspetta è solo il meglio per noi.

Quante volte ci sentiamo nella bufera, nel mezzo di una burrasca, ci pare che nulla possa cambiare o salvarci. Chi fa da guida indicherà la strada, porterà la visione su ampi orizzonti, infonderà il coraggio e la convinzione che alla fine andrà tutto bene. La nostra fiducia non verrà tradita.

Per la mia esperienza il vero mentore, il maestro, elargisce anche un altro dono: il sorriso, sa trasmettere la lievità gioiosa della vita riportandoci alla giusta prospettiva, ridimensionando paura e dolore, ricordandoci che siamo uniti, parte di un universo, di una storia che ci contempla e ci contiene.

Dei miei mentori, del mio maestro, oltre ai grandi insegnamenti che ho ricevuto conservo nel cuore gli occhi felici e l’energia di una risata, il miglior compagno di viaggio che possiamo avere.