La gentilezza vestita di sorrisi conquista il mondo

La gentilezza è una condizione dell’anima, è sentirsi parte di una società, di un mondo e di una razza, quella umana. Essere gentili significa essere solidali nel cuore, saggi, pronti a donare.

Custodisci bene dentro te stesso questo tesoro, la gentilezza.
Impara a dare senza esitazione, come perdere senza dispiacere, come acquisire senza grettezza —George Sand

Dal 1988 il mondo celebra il 13 novembre di ogni anno la Giornata Mondiale della Gentilezza. A promuovere questa iniziativa è il World Kindness Movement nato a Tokyo proprio in quell’anno.

Oggi sono una trentina i Paesi che aderiscono.

Il movimento italiano dal 2000 ha sede a Parma e ha scelto come suo slogan una frase del cantautore Claudio Baglioni, molto impegnato nel sociale “La gentilezza è rivoluzionaria”.

Sì, credo che sia davvero rivoluzionaria la gentilezza.

Quanto ci costa essere gentili? O forse ci costa molto di più non esserlo in termini di vantaggi per la nostra crescita personale? La difficoltà sta nel comportarsi in questo modo soprattutto in famiglia, con le persone con cui conviviamo tutti i giorni, negli ambienti di lavoro, nei luoghi che frequentiamo abitualmente.

Che cos’è la gentilezza?

Certo è cortesia, essere educati, trattare bene le persone. Diciamo ai bambini di rispondere a modo, di ringraziare, chiedere per favore, scusarsi quando necessario.

Essere disponibili, generosi in modo disinteressato.

Sono certo che sia qualcosa di più.

La gentilezza è una condizione dell’anima, è sentirsi parte di una società, di un mondo e di una razza, quella umana. Essere gentili significa essere solidali nel cuore, saggi e pronti a donare.

Non si tratta di un abito da indossare quando è necessario o uno strumento che ci permetta di raggiungere determinati obiettivi, no: dev’essere uno stile di vita, il tuo mindset che è sempre in te, con te.

La gentilezza ha effetti benefici non solo su chi la riceve ma più ancora su chi l’adotta come modus vivendi.

Le parole gentili non costano nulla. Non irritano mai la lingua o le labbra. Rendono le altre persone di buon umore. Proiettano la loro stessa immagine sulle anime delle persone, ed è una bella immagine —Blaise Pascal

La sfida è essere gentili anche nelle difficoltà, quando le cose non vanno come vorremmo, esserlo quando di fronte abbiamo persone con cui è difficile entrare in contatto, in empatia. Se saprai essere gentile in questi momenti avrai uno strumento in più a tuo favore, ti si aprirà in fretta la via per uscire dalle difficoltà.

A volte penso che la gentilezza dovrebbe essere inserita come clausola inderogabile in ogni contratto di lavoro: negli ambienti in cui ci sono persone gentili si lavora meglio, le relazioni sono più produttive, si crea una bella energia.

Pensa per esempio come ci si sente bene quando s’incontrano professionisti — medici, avvocati, negozianti, insegnanti, artisti, sportivi, collaboratori — gentili, come anche l’attività sembri più semplice, più gratificante. A volte scegliamo un bar, un negozio, un ristorante solo perché ci accolgono persone gentili.

Quale saggezza puoi trovare che sia più grande della gentilezza?
—Jean Jacques Rosseau

La cosa bella è che la gentilezza ha il potere di abbattere le solide mura dell’egoismo, della superbia e chi riceve gesti gentili, prima o poi, risponderà nello stesso modo.

Le persone scontrose, che addirittura arrivano a non salutare con cordialità, si privano di una grande ricchezza, dell’interconnessione con tutti gli esseri umani.

La gentilezza vestita di sorrisi conquista il mondo: se sappiamo trasmettere la dolcezza di un gesto accompagnata dall’accoglienza di un’espressione sorridente.

Rimane nella mano di chi riceve il profumo di un gesto gentile, ma ancor di più rimane nell’anima di chi dona.