La vera amicizia? Suggellata dalla lealtà, sostenuta dalla presenza

Le amicizie nelle nostre esistenze hanno, tra i tanti, un importante ruolo: quello di ricordarci chi siamo nei momenti difficili, di sconforto, di mostrarci la nostra vera natura, quella che non si arrende, quella che risorge sempre.

Ma quando penso a te, mio caro amico, ciò che era perduto è ritrovato, e ogni dolore ha fine —William Shakespeare

Il grande Zygmunt Bauman, sociologo e accademico, ha raccontato che durante una conferenza una persona, dipendente da Facebook in modo evidente, gli avesse detto con orgoglio di avere acquisito ben 500 amici in un giorno. La risposta del grande saggio è stata emblematica: “ho 86 anni e non ne ho mai avuti così tanti nella mia intera vita”. 

In realtà il numero è 150: è questa la cifra che l’antropologo britannico Robin Dunbar considera il limite massimo di relazioni significative che può avere una singola persona. 

Credo sia proprio così. 

I social ci hanno abituato ed educato male: a chiamare amici quelli che sono semplici contatti. Intendiamoci: per un’azienda, un professionista è positivo avere veri e numeosi followers perché questo significa dare e ricevere valore, propagare la propria attività e allargare l’azione commerciale.

Ma l’amicizia è un’altra cosa. 

Chi sono i veri amici? Quando possiamo parlare di vera amicizia?

Un amico conosce la melodia del nostro cuore e la canta quando ne dimentichiamo le parole —C.S. Lewis

Ci ritroviamo oggi a definire “amici” persone con cui non abbiamo alcun rapporto, che postano magari anche foto, video, commenti che per noi non hanno alcun senso quando addirittura non siano contrari ai nostri principi. 

Il 30 luglio scorso si è celebrata in Italia la Festa dell’Amicizia: senza nessun peso politico o sociale ha avuto come motivazione quella di dire grazie agli amici, quelli con cui si è instaurato un legame di reciproca lealtà e sostegno. Non nego che anche dall’online possano arrivare buone amicizie – perché no? – ma ciò che conta è la condivisione dei valori e il rispetto gli uni degli altri. 

Mi sono posto anch’io la domanda e sono certo nel dire che gli amici veri siano quelli che vanno oltre le parole, che comprendono nel silenzio. 

Penso che le amicizie nelle nostre esistenze abbiano, tra i tanti,  un importante ruolo: quello di ricordarci chi siamo nei momenti difficili, di sconforto, di mostrarci la nostra vera natura, quella che non si arrende, quella che risorge sempre. 

La legge del dono fatto da amico ad amico è che l’uno dimentichi presto di aver dato, e l’altro ricordi sempre di aver ricevuto —Lucio Anneo Seneca

Non mirare ad avere tanti amici, ad avviare il conteggio automatico delle relazioni che puoi instaurare. Se la vita, come amo dire spesso, è suddivisa in stanze quello che conta è avere accanto, nella stanza delle amicizie, persone meravigliose, presenti e attente che arricchiscano tutta la tua esistenza di buona energia. 

Ricordati ogni tanto di fermarti a pensare a questo valore e per celebrarlo manda un messaggio a chi ti è amico solo per ringraziarlo, organizza momenti di gioia e felicità con i tuoi amici, prenditi il tempo – prezioso – per coltivare le relazioni importanti. 

L’amico non ti chiede nulla, è sempre pronto a donare ma non scordare che anche tu sei amico per altre persone e il più importante sigillo dell’amicizia vera è la lealtà.