L’amorevole gentilezza è energia di benessere

La gentilezza ha il potere di portare un grande cambiamento non solo nella nostra vita ma anche in quella delle persone che incontriamo, è energia che trasforma, rinnova e ci permette di vivere un’esistenza improntata a nostri valori umani più veri.

“Sii gentile quando è possibile. È sempre possibile” —Dalai Lama

La gentilezza da sempre si collega all’idea di nobiltà. Dovremmo recuperare questo significato inteso come valore dell’animo umano, come più alta espressione di amore e considerazione verso noi stessi e gli altri.

Mi sta molto a cuore questo tema dell’amorevole gentilezza perché osservando le persone, a volte, vedo che si rimane più stupiti da un gesto di gentilezza inaspettato che da atteggiamenti superbi o maleducati che sembrano la norma.

Le persone poco gentili paiono più forti, più autorevoli. Ma non è così: ogni gesto che ci allontana dall’empatia, dal garbo e dalla cortesia non può lasciare impressioni positive in noi, genera frustrazione e quindi negatività.
Sappiamo bene che azioni e parole esprimono energia e quindi cambiamento: la mancanza di gentilezza è una zavorra che appesantisce e offusca. Si tratta di un cambiamento che incide su di noi e di certo non in maniera costruttiva.

Quando siamo invece nell’energia dell’amorevole gentilezza avviene una trasformazione incredibile in noi e negli altri.

La gentilezza ha varie declinazioni: è capacità di ascoltare con comprensione, accogliere l’altro senza giudizio, dare alle parole un senso e un contenuto colmo di bene, è linguaggio del cuore e della mente libera dai condizionamenti. Non è un sentimento poetico, cavalleresco, non è forma senza sostanza.

Al contrario, è qualcosa di molto pratico e, nello stesso tempo, spirituale. Esprime profonda partecipazione, condivisione.

“Anche il più piccolo gesto di gentilezza può alleggerire un cuore pesante. La gentilezza può cambiare il cuore delle persone” —Saa Suu Kyi

Pensiamo all’ambito lavorativo: siamo portati a difendere i nostri spazi, a temere che il collega possa mettersi in luce più di noi, siamo concentrati solo su noi stessi; spesso nei luoghi di lavoro non ci curiamo di chi abbiamo accanto. Eppure l’amorevole gentilezza ha effetti dirompenti: abbatte diffidenza, crea solidarietà, fa comprendere che non dobbiamo alzare pareti divisorie ma costruire ponti per potersi incontrare.

Se ci pensiamo è anche un modo attraverso cui portiamo valore nella nostra vita, la rendiamo più vera.

La gentilezza è l’espressione più autentica della nostra anima, è comprensione assoluta dell’altro. Gesto che solleva, parola che conforta.

Ogni atto di amorevole gentilezza è qualcosa di produttivo che portiamo in noi: benessere perché siamo coerenti con la nostra natura; sollievo nel sentirsi vicini agli altri e solidarietà, la stessa che vorremmo vedere attuata nei nostri confronti.

E poi che altro? Una cosa meravigliosa: la felicità.
La gentilezza è come una luce che si accende e sprigiona energia, frammenti di energia luminosa che si diffondono nel corpo, ci radicano nella nostra umanità condivisa e unica.

Dobbiamo renderci conto quindi di quale potere abbiamo a disposizione e che proprio da questa energia ci viene donato. Quello che diamo ritorna, lo sappiamo bene. Un atto vero e profondo di gentilezza anche verso persone che non conosciamo e incontriamo casualmente avrà ripercussioni positive. Anzi, a volte proprio perché azione del tutto disinteressata ha effetti ancora più profondi.

Non dovremmo dimenticare l’effetto che ogni nostro agire ha sulla società, nel mondo. La persona che riceve gentilezza è toccata, sente di aver ricevuto e quindi è più propensa a dare e tutto questo si propaga con grandi benefici.

La gentilezza ha un volto: quello del sorriso.

Il gesto di sorridere è accoglienza, porta che si apre per ospitare, è un modo per mettere a proprio agio le persone e farle sentire a casa.