L’errore è il passo successivo verso il successo

Chi fugge l’errore, elude la vita. Impariamo a camminare cadendo, otteniamo il successo correggendo i nostri sbagli

L’errore ci dona semplicemente l’opportunità di iniziare a diventare più intelligenti —Henry Ford

Nell’agosto del 1492, dal porto spagnolo di Palos de la Frontera, salpò Cristoforo Colombo. Era affascinato dalle descrizioni della Cina fatte da Marco Polo e prestava orecchio alla prime teorie sulla sfericità della Terra; pensò che l’Europa e il continente asiatico non fossero così lontani tra loro. Sbagliò in modo clamoroso i calcoli, fece un errore che lo portò non nelle Indie, dove credeva di essere diretto, ma in America e così scoprì un nuovo continente.

Fleming si dimenticò di buttare alcuni campioni di batteri (presi dal suo naso raffreddato) e partì per tre giorni di vacanza. Al suo ritorno si accorse che i batteri erano cresciuti, tranne in alcuni punti, in cui era presente della muffa. Questo errore — una dimenticanza che da un ricercatore non ci aspetteremmo — lo portò nel 1928 alla scoperta della Penicillina, il primo antibiotico conosciuto e utilizzato nella storia umana.

I successi di grandi personaggi, professionisti e aziende, sono stati molte volte costruiti su una serie di errori che hanno fatto da maestri indicando vie d’uscita e soluzioni inaspettate.

Il cammino verso la verità e le grandi scoperte è costellato di errori. Verrebbe da dire che il vero traguardo è raggiungibile solo attraverso sbagli e fallimenti.

In molti si domandano come avere successo, quale strada intraprendere.
Il segreto è semplice: qualunque cosa tu faccia per riuscire al meglio, al massimo delle potenzialità, devi prima sbagliare.

L’errore è una forma di saggezza, è fondamentale per crescere sia a livello professionale che personale.

Cosa fai per prima cosa quando impari a nuotare? Fai degli errori, non è vero? E cosa accade? Fai altri errori, e quando tu hai fatto tutti gli errori che è possibile fare senza affogare e alcuni di loro anche più e più volte, cosa scopri? Che sai nuotare? Bene. La vita è la stessa cosa che imparare a nuotare. Non aver paura di fare degli errori, perché non c’è altro modo per imparare come si vive —Alfred Adler

Se pensiamo alle occasioni in cui siamo cresciuti sono spesso legate ad uno sbaglio. Le vittorie, i traguardi sono il frutto di una messa a punto, di una taratura continua che viene fatta sulla base di errori: sbagliare è parte del cammino, componente della verità.

Commettiamo molti errori nelle relazioni, in famiglia. Sono occasioni di crescita. Certo, dai nostri errori dobbiamo imparare: il senso è tutto qui.
E non perdurare nell’errore ma trarre l’insegnamento utile per noi e non ricaderci più.

Non dobbiamo temere gli errori se vogliamo crescere. Come diceva Jung, chi cerca di fuggire gli errori elude la vita, si chiude nell’immobilismo. Il bambino impara a camminare cadendo più volte, così acquista sicurezza in se stesso.

Potremmo dire che il progresso sia stato possibile grazie ad una correzione continua.

Chi è che definiamo esperto? Chi ha fatto tutti gli errori possibili, nulla gli sfugge, sa dare i migliori consigli in ogni ambito della sua materia e attività.

Si può anche verificare il caso che un’unica mirata azione ci porti ad ottenere grandi risultati e ci faccia raggiungere un successo immediato. Senza errori e senza attese. Succede, certo, ma questa possibilità è molto più rara e spesso anche meno formativa. Tutti vorremmo riuscire subito nel raggiungimento dei nostri obiettivi, ottenere grandi risultati senza dover sbagliare. Non è detto che non commettere errori sia la strada migliore. Rinunceremmo a esperienze di saggezza.

Eppure pochi realizzano il successo proprio perché non si concedono la possibilità di commettere errori.

Ci sono persone che non agiscono per paura di essere giudicate, rimproverate. Hanno grandi idee che tengono congelate dimenticando che chi giudica è spesso chi non ha mai fatto nulla.

Sono convinto che non esista miglior tregua che potersi concedere qualche attimo di errore. Ogni tanto ripenso ad una frase che mi ha colpito della scrittrice Florinda Scott Maxwell: “sono diventata leggera e duttile, grazie ai miei errori e ai miei dolori”.

Aver sbagliato e aver appreso la lezione ci porta a raggiungere un altro traguardo nella nostra vita: la comprensione di noi stessi e degli altri. Ci rende leggeri e flessibili e, credetemi, non c’è altro modo per procedere sulla via della realizzazione di sé.