L’inverno porta in sé il germoglio della primavera: così è la vita

Se guardiamo al mutare delle stagioni possiamo trarre grandi insegnamenti: tutto si rinnova, non c’è freddo profondo che non si trasformi nel tepore della primavera e nel caldo dell’estate. Così il nostro atteggiamento deve essere pronto alla trasformazione.

Trai vantaggio dalla primavera che significa opportunità. Solo una manciata di primavere sono concesse ad ognuno di noi. Impara a dare valore alla vita in tutti i suoi preziosi momenti. In ogni momento in cui sorge il sole, trai vantaggio da quel giorno perché la vita è breve —Jim Rohn

L’osservazione delle stagioni e il loro alternarsi ci offre tanti spunti favorevoli per la nostra crescita personale. Jim Rohn — imprenditore statunitense, autore e speaker motivazionale — faceva spesso riferimento alle quattro stagioni per indurre chi lo seguiva ad una riflessione tanto semplice quanto profonda. Guardare al mutare del tempo e dell’ambiente, alla velocità ma anche alla profondità con cui questo accade, ci deve portare a riconsiderare il nostro atteggiamento da un punto di vista personale, professionale e spirituale.

Certo, ci sono luoghi del mondo dove non è dato di osservare quest’alternanza ma è comunque all’evoluzione costante della Natura che dobbiamo guardare per trarre i migliori insegnamenti cogliendo la somiglianza con la nostra vita.

Se non avessimo l’inverno, la primavera non sarebbe così piacevole: se qualche volta non provassimo le avversità, la prosperità non sarebbe così gradita —Anne Bradstreet

L’inverno è la stagione in cui la Natura riposa, si ritira e sia gli animali che gli uomini cercano la protezione, il calore. Il problema è che a volte la freddezza dell’inverno, la chiusura, il dolore, l’essere ripiegati su se stessi diventa un vero e proprio modo di essere prolungato nel tempo.

Molte persone che incontro nel mio lavoro restano in una dimensione glaciale che spesso significa ancoraggio ad un passato limitante e non si aprono al nuovo, alla rigenerazione della primavera. Non colgono tutti gli stimoli di trasformazione che ogni percorso offre. Come se la terra immaginate, ad un certo punto, si rifiutasse di diventare rigogliosa e feconda al fremito di energia della primavera e non si aprisse alla forza generatrice dell’estate.

Pensiamo a quanti animali cambiano addirittura pelle, si rinnovano con l’arrivo della primavera. Anche noi siamo in continuo mutamento.

Quando mi dedicavo a Happy Genetica — il libro scritto a quattro mani con lo scienziato e ricercatore Pier Mario Biava — ho letto numerosi documenti scientifici e mi sorprendo sempre a valutare quanto anche l’uomo si rinnovi: le nostre cellule muoiono e si rigenerano in continuazione.

Il cambiamento è vita.

Opporre resistenza ci blocca, non permette alla nostra evoluzione di compiersi.
È così vivificante guardare alla strada compiuta, a tutti i progressi fatti. Nessuno di noi — in ogni livello della propria esistenza — può credere che non dovrà attraversare l’inverno in cui tutto sembra immobile, dove forse ci si sente senza alcuna via d’uscita, con un senso di silenzio opprimente e freddo immobilizzante.

Allora, guardiamo alla Natura: essa muta, cambia e rinasce anche dopo il più freddo degli inverni. E noi siamo parte di essa, destinati a rinascere.

Quello che più di ogni altra cosa deve rinnovarsi — e per farlo ha bisogno della nostra volontà e determinazione — è l’atteggiamento mentale che può essere responsabile di meravigliose evoluzioni e trasformazioni ma anche di stasi improduttive che ci bloccano nel dolore e nei limiti.

Oserei dire che abbiamo il dovere di lasciarci trasportare dal vento nuovo della primavera, non possiamo resistere ai mutamenti, anzi, se ci affidiamo vedremo accadere l’impensabile.
In ciascun essere umano è molto forte l’istinto di protezione, di autoconservazione ed è anche giusto ma non deve diventare barriera al cambiamento.

C’è anche un’altra importante considerazione che va fatta: quante primavere hai già vissuto?

Pensiamo a quante volte la natura ha messo davanti ai nostri occhi il senso profondo della rigenerazione. E come scrive Jim Rohn per quanto lunga sia l’esistenza il numero delle primavere è limitato.

Prendiamo il meglio da ogni istante e diamo il massimo in ogni cosa che facciamo: nelle relazioni, nel lavoro, nel campo spirituale. Seminiamo con impegno e lavoro per poi raccogliere i frutti di quanto abbiamo fatto ed ritrovarci cresciuti, maturati, cambiati.

Voi siete come le stagioni, e sebbene nel vostro inverno neghiate la vostra primavera, tuttavia la primavera, che riposa dentro di voi, sorride nella sua sonnolenza e non è sminuita —Kahlil Gibran

Che cosa farai per portare questo rinnovamento nella tua strepitosa vita?

A volte dovremmo solo mollare gli ormeggi con semplicità, approfittare del sole che scalda, della stagione della vita che ci dona sempre una nuova possibilità e percorrere il cammino con fiducia. Impariamo a sentire dentro di noi che il germoglio dell’esistenza e della sua energia non muore mai, riposa sotto le coltri invernali ma è pronto a espandersi con rinnovato vigore non appena arriva il disgelo.

E credetemi arriva sempre.