Lo specchio ci mette a confronto con realtà visibile e anima: che cosa vedi?

Lo specchio ha una grande funzione quando gli permettiamo di essere onesto e lo utilizziamo con verità per guardare nei nostri stessi occhi e domandarci se stiamo vivendo come vorremmo, se stiamo dando il meglio di noi stessi.

Anche per me ad un certo punto è stato difficile guardarsi allo specchio e decidere: chi vuoi essere? Forse potevo vivere di rendita, invece mi sono rimesso ai blocchi per altre partenze —Pietro Mennea

Lo specchio. Una porta magica verso altri mondi e dimensioni oppure riflesso di una spietata realtà: lo specchio parlante della Regina di Biancaneve o quello amato che mostra i genitori a Harry Potter, Alice nella sua avventura Attraverso lo Specchio, lo specchio crudo di Gogol’, il dottor Jekyll che solo vi sbircia ma non riesce a guardare la sua trasformazione in Mr. Hyde, la Margherita di Bulgakov che davanti allo specchio traffica con una scatoletta avuta dal diabolico Azazello.

Quanti specchi, quante realtà. Oggetto che suscita il nostro immaginario da sempre.

Ma non solo.

Lo specchio ci mette a confronto con la realtà visibile e con l’anima profonda. Ci rivela, o almeno, rivela una parte consistente di noi stessi.

Per molte persone guardarsi è un rituale, piacevole, rassicurante. Per altri invece è difficile vedersi riflessi, un momento da evitare o da ridurre al minimo.

Gli psicologici ci dicono che guardarsi troppo è mancanza di sicurezza o in altri casi eccessivo compiacimento; non guardarsi significherebbe scarsa autostima.

L’unico incoraggiamento che posso dare ai giovani, e che regolarmente gli do, è questo: Battetevi sempre per le cose in cui credete. Perderete, come le ho perse io, tutte le battaglie. Una sola potete vincerne: quella che s’ingaggia ogni mattina, quando ci si fa la barba, davanti allo specchio. Se vi ci potete guardare senza arrossire, contentatevi —Indro Montanelli

Ho avuto anch’io il periodo difficile con lo specchio.

Quando mi dedicavo ad un’arte che amo molto quella della prestidigitazione e dell’illusionismo. Lo specchio avrebbe potuto essere per me un confronto, davanti a cui provare i miei numeri: in realtà era spesso il luogo in cui mi compiacevo della mia bravura davanti a me stesso.

Non avevo la capacità di osservarmi realmente.

Sembra un gioco di parole e detto apposta ma “riflettendo” proprio su questo ho capito che avevo bisogno di guardare alla mia realtà con maggior equilibrio.

Oggi devo dire che non mi guardo troppo spesso ma lo specchio per me è un aiutante, un motivatore capace di spronarmi a fare meglio, ad avere cura della mia immagine che dono agli altri, a mettermi in forma fisica. Sì regalo tanti sorrisi a quello specchio generoso e paziente che ogni mattina, appena sveglio, accoglie il mio volto e la mia persona.

Negli ultimi 33 anni, mi sono guardato ogni mattina allo specchio chiedendomi: “Se oggi fosse l’ultimo giorno della mia vita, vorrei fare quello che sto per fare oggi?”. E ogni qualvolta la risposta è no per troppi giorni di fila, capisco che c’è qualcosa che deve essere cambiato —Steve Jobs

Lo specchio ha una grande funzione quando gli permettiamo di essere onesto e non chiediamo solo di dirci quello che vorremmo sentirci dire — come la perfida strega di Biancaneve — ma lo utilizziamo per confrontarci con la nostra verità, per guardare nei nostri stessi occhi e domandarci se stiamo vivendo come vorremmo, se stiamo dando il meglio di noi stessi.

Immagina quando parli e ti relazioni con gli altri di avere uno specchio davanti e chiediti se è così che vuoi vederti, se è quella l’espressione, l’atteggiamento che vuoi avere. Molte persone che si relazionano con te se si vedessero smetterebbero di avere comportamenti improduttivi e a volte arroganti.

Pensa di avere sempre davanti uno specchio che ti restituisca immagini fedeli di te e della tua vita, questo pensiero ti aiuterà ad essere migliore, ad essere ciò che sei.

Senza perdere quel filo di ironia che ti consente di amarti e avere cara la tua presenza nel mondo, come lo scrittore Edmond Rostand che nel giorno del suo settantacinquesimo compleanno guardandosi allo specchio commentò: “Eh, gli specchi non sono più quelli di una volta”.