Nell’incessante movimento si originano benessere e crescita personale

Nulla è immobile nell’universo: gli atomi che compongono la materia si uniscono e si disgregano, i pianeti seguono la loro orbita, la pietra stessa è soggetta al divenire. E noi? Quanto sappiamo essere in movimento?

Il moto è causa d’ogni vita —Leonardo da Vinci

Tutto attorno a noi e in noi si muove.
Nulla resta immobile, inerte, neppure la pietra che viene corrosa dal tempo e dagli agenti atmosferici.

La scienza ha indagato le origini e le cause del moto. Già nel 370 a.C. Democrito aveva intuito che tutta la realtà è costituita da atomi che si muovono, aggregandosi e disgregandosi. Nell’universo i pianeti e tutti i corpi celesti seguono un’orbita inarrestabile. Keplero, nel 1600, elaborò le tre leggi concernenti il movimento dei pianeti, fu poi Newton a dare la spiegazione dinamica dei moti planetari introducendo, quale causa del moto, la forza di gravità universale.

Sia che guardiamo l’immenso universo sia l’infinitamente piccolo pare che tutto risponda alla stessa logica, al medesimo disegno.

Il movimento è vitale per l’uomo: per la crescita armoniosa e salutare del corpo ma anche per lo sviluppo intellettuale e caratteriale. Muoversi significa evolversi.

Chi vuol muovere il mondo, prima muova se stesso —Socrate

Il fatto di muoversi fisicamente può sbloccare situazioni di tensione, di sconforto. Lo scrittore Murakami ha raccontato che è riuscito a portare ordine nella sua vita confusa e improduttiva con due abitudini potenzianti: la scrittura e la corsa quotidiana. Scrivere, movimento indagatore della mente, esercizio costante della creatività e correre, disciplina che rieduca il corpo, lo riporta ad una regolarità di base.

Ci sono numerosi studi che hanno dimostrato l’effetto positivo del muoversi sull’umore tanto che si parla di un legame molto forte tra attività fisica e felicità individuale.

Lo sport stimola la produzione di molecole che favoriscono il buon umore, come le endorfine o la serotonina, l’ormone neurotrasmettitore capace di indurre uno stato di serenità. L’attività fisica inoltre riduce il cortisolo nel sangue, l’ormone coinvolto nello stress e nella depressione.

Tutto questo si attua e si sviluppa anche con lo splendido movimento che scaturisce dalla risata: ridere ci fa bene non sono a livello fisico ma anche mentale, radica in noi un diverso approccio ai problemi e alla vita.

La risata e la sua pratica costante sono un incentivo a cambiare, anzi, rappresentano già un cambiamento: il movimento muscolare della risata s’irradia, come una scarica energetica, in tutto il nostro corpo, ci riconnette alla nostra fisicità; la mente abbassa le difese e noi andiamo oltre, sentiamo la forza per affrontare nuove esperienze.

Il mantra hohohaha è suono energetico, vibrazione nell’aria che corpo e mente sanno cogliere.

Quando vogliamo cambiare, intraprendere una nuova impresa da dove iniziamo?

Dal primo passo, da un movimento.

Le persone spesso rimangono immobilizzate nei loro pensieri, nelle convinzioni limitanti senza comprendere che è muovendosi che potranno uscire dai confini angusti del pensiero e del timore di esplorare nuove possibilità.

Bisogna guardare lontano. Solo lasciando le piccole certezze in cui troviamo rifugio e muovendoci verso ampi orizzonti, la nostra esistenza si arricchisce, noi cresciamo e miglioriamo.

È necessario muoversi: restare fermi non serve a nulla. Dobbiamo scegliere tra le due cose, andare avanti o restare inerti. Andiamo avanti, dunque, e col sorriso sulle labbra —R. Baden Powell

Se guardiamo attorno a noi tutto muta. Le stagioni ci dicono che il tempo scorre e anche l’albero secolare non rimane immune ma cambia. Dovremmo riscoprire la nostra più intima natura, quella di creature in cammino, pellegrini avventurosi nel mondo.

Chi cammina — ogni giorno un piccolo passo, rinunciando all’immobilismo, trovando armonia tra mente e corpo fisico — ha una visione più chiara di se stesso.

C’è un altro aspetto del movimento che mi affascina: chi si muove si affida all’incessante divenire dell’esistenza che sa come nutrirci, che sa dove guidarci.