Per mano, con il Dalai Lama

Quando sorridi, il tuo sorriso fa del bene a te, ma anche a chiunque ti veda mentre sorridi —Dalai Lama

Siamo solo visitatori su questo pianeta. Staremo qui per cent’anni al massimo. Durante questo periodo dobbiamo cercare di fare qualcosa di buono, qualcosa di utile, con le nostre vite. Se si contribuisce alla felicità di altre persone, si trova il vero senso della vita — XIV Dalai Lama

Oggi vorrei provare a raccontarti l’inenarrabile: cosa si cela dietro un gesto di pochi istanti, privo di parole.

A settembre del 2017 a Firenze, in occasione del FESTIVAL DELLE RELIGIONI, invitato dall’Istituto Lama Tzong Khapa ho avuto la possibilità di incontrare Sua Santità il XIV Dalai Lama e ridere con lui.

Il leader spirituale del Tibet, rappresentante del buddismo, premio Nobel per la pace nel 1989, ha la meravigliosa caratteristica di aver impostato la sua vita sulla semplicità e immediatezza, che sa trasmettere in ogni situazione e in ogni interazione pubblica e privata.

Tutte le volte che ho avuto la gioia di incontrarlo dal vivo e di ascoltare i suoi messaggi pieni di pace e benevolenza, sono stato consapevole di portare a casa un tesoro di inestimabile valore.

A Firenze ho avuto la possibilità di incontrarlo privatamente e proprio mentre salutandolo ho allungato la mano, lui dopo averla afferrata ha lasciato che le sue dita si intrecciassero alle mie, in una stretta piena di solidità e amore.

Secondo Aristotele le mani sono una diramazione del cervello. Con esse quotidianamente immaginiamo — dunque creiamo — disegnando i contorni di ciò che è ancora solo in potenza.

Il pieno contatto dei palmi delle mani è capace di comunicare affetto, creando una coerenza tra i ritmi cardiaci delle due persone.

È meraviglioso percepire come il groviglio complicato di pensieri ed emozioni che affollano mente e cuore in determinate circostanze, si sciolga magicamente all’intrecciarsi delle dita di due mani che non si conoscono.

Quel gesto così silenzioso ha lasciato in me un vortice di emozioni e di significati che difficilmente Sua Santità il Dalai Lama avrebbe potuto comunicarmi a parole in così poco tempo.

Due mani che si cercano sono l’essenza di tutto il domani —Andrè Breton

Essere uniti non significa essere omologati. L’unità tra esseri umani vuol dire innanzi tutto imparare la consapevolezza del proprio particolare riflesso, saperlo riconoscere, accettarlo e finalmente amarlo, per lasciarlo scintillare in tutto il suo splendore. Questo processo che ci tiene occupati lungo il cammino della nostra vita si intreccia al saper riconoscere la bellezza e la diversità dei riverberi di coloro che incontriamo nelle più disparate circostanze. La vita ci interconnette, esattamente come fa l’aria che respiriamo. È già così. Prenderne coscienza significa agire consapevolmente a favore di questa unità, esattamente come accade quando due mani si intrecciano silenziosamente tra di loro.