Perché non sorridi più? Eppure è il sorriso la tua vera natura

Quando smettiamo di sorridere smettiamo di essere noi stessi: il sorriso allevia i dolori, rende meno spaventosi gli ostacoli, restituisce alla vita la leggerezza e la dignità.

Se tutti lo facessero anche solo una volta al giorno, regalare un sorriso, immagina che incredibile contagio di buon umore si espanderebbe sulla Terra
—Marc Levy

Siamo nati per ridere: è così.

Numerose ricerche e studi hanno dimostrato che ridere è una capacità innata nell’uomo, una caratteristica intrinseca che ci appartiene fin dalla nostra venuta al mondo. Lo so che cosa state per dire: eppure un neonato alla nascita in genere piange, non ride. Il pianto è in realtà una reazione ad uno shock o un modo per prendere ossigeno. I bambini piccoli in realtà sorridono centinaia di volte al giorno per entrare in empatia con noi adulti, per esprimere la loro sorpresa, la gioia, il benessere.

La dottoressa Sophie Scott del London’s Institute of Neuroscience — esprimendo il suo parere su una ricerca olandese svolta dal Max Plank Institute for Psycholinguistics e dedicata alla dimostrazione della capacità innata di sorridere — ha affermato che i risultati della ricerca olandese hanno senso proprio “perché la risata è stata descritta più come un diverso modo di respirare che un modo di parlare”.

È stato solo un sorriso, ed è costato poco darlo ma, come la luce del mattino, ha dissipato il buio e ha reso la giornata degna di essere vissuta
—F. Scott Fitzgerald

Ho una domanda provocatoria da farti: perché non ridi più?

E se questa domanda te la facesse una persona che ami — tuo figlio, un tuo genitore, il tuo compagno o la tua compagna — come ti sentiresti?

Perché manca nella tua giornata questa importante manifestazione della tua essenza più intima e profonda?

Quando smettiamo di sorridere smettiamo di essere noi stessi: il sorriso allevia i dolori, rende meno spaventosi gli ostacoli, restituisce alla vita la leggerezza e la dignità.

Pensa che il nostro viso si adatta al livello morfologico ai nostri pensieri, ne registra la pesantezza, gli occhi, la bocca, la fronte si piegano a ciò che pensiamo; invece quando ridiamo i nostri tratti si distendono e senza creme miracolose il volto riacquista leggerezza e luce.

Quando sei nato stavi piangendo e tutti intorno a te sorridevano. Vivi la tua vita in modo che quando morirai, tu sia l’unico che sorride mentre ognuno intorno a te piange —Proverbio indiano

Che cosa possiamo fare se non troviamo una risposta alla domanda: perché non ridi più?

Come prima cosa dovremmo riconoscere che la vita si modula su fasi alterne e che tutto è destinato a mutare forma e a volte significato, sta a noi cogliere l’insegnamento e apprendere la giusta lezione da ciò che ci accade.

Impariamo poi ad osservare la qualità dei nostri pensieri: quanti vagano in modo disordinato e bizzarro nella tua testa? Seminano inquietudine, ansia preoccupazione e l’energia che producono non è buona per il nostro stato d’animo. Dipende da noi lasciare ordine o equilibrio, armonia o disarmonia.

Viviamo tutti — nessuno escluso — momenti forti, impattanti, dolorosi.

Che cosa intendi fare? Fermarti per sempre?

No, dobbiamo andare avanti oltre le circostanze perché fa parte della nostra dignità di essere umani, non solo, questo ci permetterà di assaporare il gusto della saggezza che crescerà in noi. C’è un proverbio molto bello che fa comprendere quanto non siano le affinità ideologiche, religiose, etniche ad avvicinare i popoli ma la capacità di sorridere: come recita il proverbio, i popoli del mondo sorridono tutti nello stesso linguaggio.