Provaci, osa il grande salto e ogni tuo giorno sarà un dono sorprendente

Provaci, sempre. Ma fino a quando? Fino all’ultimo respiro, oltre la sconfitta e la paura. Perché ogni fallimento è un passo avanti verso la vittoria, verso ciò che desideri e che ti renderà felice.

Non mi scoraggio perché ogni tentativo sbagliato scartato è un altro passo avanti —Thomas Edison

Davanti ad un enorme e minaccioso cancello nero c’è un uomo: è il re, nei suoi occhi brillano lampi di coraggio, di indomita forza.

Fiero, sul suo cavallo, incita gli uomini timorosi di lanciarsi in battaglia contro il terribile nemico, il Signore di Mordor. Si sentono ormai sconfitti, pensano che non ci sia più nulla da fare.

“Vi invito a combattere, combattiamo per tutto ciò che riteniamo caro su questa bella Terra” sollecita il re. Contro quello che sembra un ineluttabile fallimento, contro la paura di non potercela fare.

Questa è una delle scene più emozionanti ed epiche del film Il Signore degli anelli — tratto dall’omonima opera di Tolkien — quando il re di Gondor, Aragorn, guida l’esercito mostrando la sua indomabile perseveranza. La battaglia sembra perduta eppure c’è ancora l’ultimo respiro e fino a quel momento vale la pena provarci.

Proveranno e vinceranno.

Siamo così: ci diamo per vinti senza aver tentato di mettere in gioco tutte le nostre possibilità.

Posso accettare la sconfitta ma non posso accettare di rinunciare a provarci

—Michael Jordan

Questa parola — provarci — è come un mantra per me e la ripeto ogni giorno. Provare è l’arte del coraggio o forse il coraggio stesso altro non è che l’arte di provarci sempre, di tentativo in tentativo, fino al passo finale, alla freccia che coglierà perfetta il suo bersaglio.

Nel concetto di provare è racchiusa un’altra verità: credere. Believe.

Believe è anche il titolo di un meraviglioso reality che ho realizzato —e che è andato in onda sui social— il cui slogan ho voluto che fosse “crederci è già riuscirci”: tutto si basa sulla nostra volontà, sulla fiducia che infondiamo alle nostre azioni dirette a raggiungere un obiettivo.

Pensiamo all’etimologia della parola coraggio, deriva dal termine composto cor e dal verbo habere, avere cuore, è la virtù umana indicata come fortitudo: chi è dotato di questa virtù non si abbatte, affronta i rischi con serenità, si pone di fronte a sofferenza e dolore senza lasciarsi demoralizzare ma con la convinzione di poter superare questi momenti difficili che la vita non risparmia a nessuno.

L’essere impavidi dinnanzi alle conseguenze delle nostre stesse azioni, pronti ad accettare il fatto che per raggiungere le nostre mete si debbano superare ostacoli, ci rende sempre più abili.

Certo, questo modo di essere suscita molta invidia, un sentimento depotenziante. Chi è invidioso? Chi non agisce, chi non ha mai provato o ha smesso di farlo per sfiducia e paura. La vibrazione energetica dell’invidia è bassa, toglie forza e determinazione.

Se invece guardiamo le persone di successo possiamo evidenziare alcune caratteristiche basilari: la capacità di gestire bene il proprio tempo — il time management, come viene definito — e la perseveranza.

Never give up: non mollare mai. Questo è il credo di scienziati che hanno donato grandi scoperte all’umanità, di sportivi che hanno stabilito nuovi record ma anche di persone meno conosciute — forse anche tuoi familiari — che hanno realizzato davvero quello che amavano fare.

Dobbiamo avere il coraggio di abbandonare tutto, ogni norma e appiglio convenzionale, dobbiamo osare il gran salto nel cosmo, e allora sì che la vita diventa infinitamente ricca e abbondante, anche nei suoi più profondi dolori

—Etty Hillesum

Provare implica una grande apertura mentale, intelligenza e flessibilità.

Predisponiti ad alzare il livello delle tue aspettative, a metterti in gioco, datti sempre nuovi traguardi da raggiungere, solo così ci sarà nuova energia nella tua vita.

A volte succede che, nel percorso, un passo dopo l’altro, correggendo e perfezionando il tiro, si arrivi addirittura a cambiare obiettivo, a puntare ancora più in alto e più lontano rispetto a quanto ci eravamo promessi.

Passiamo dall’eccellenza a cui aspiravamo alla preminenza di cui ci sentiamo, grazie al nostro impegno e all’amore per ciò che facciamo e viviamo, investiti. Il mio maestro Sri Sathya Sai Baba ripeteva spesso “osa, osa e osa ancora”. Osare, avere coraggio significa riporre grande fiducia nell’esistenza e nella storia di cui siamo parte.

Avete letto Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare di Sepúlveda? Una gabbianella precipita su un balcone di Amburgo. C’è un micio nero di nome Zorba su quel balcone, un grosso gatto cui l’animale morente affida l’uovo che sta per deporre, non prima di aver ottenuto dal gatto la promessa che lo coverà con amore, che non si mangerà il piccolo e che, soprattutto, gli insegnerà a volare. Il gatto terrà fede alle sue promesse e mi piace ricordare questo dialogo finale:

– Bene, gatto. Ci siamo riusciti — disse sospirando.

– Sì, sull’orlo del baratro ha capito la cosa più importante — miagolò Zorba.

– Ah sì? E cosa ha capito? — chiese l’umano

Che vola solo chi osa farlo — miagolò Zorba.