Se ti tormenti non vivi, liberati dal torpore e assapora ogni istante

Per vincere il tormento, il rimorso e il rimpianto dobbiamo navigare i nostri mari interiori, trovare l’equilibrio, la consapevolezza di una vita da vivere, avere coscienza del tempo prezioso che ci è dato.

Un’inquietudine impotente ci tormenta, e andiamo per acque e terre inseguendo la felicità. Ma ciò che insegui è qui —Orazio

Sentire un peso opprimente, una sorta di catena che impedisce di spiccare il volo, di camminare leggeri. La nebbia davanti agli occhi e allo sguardo quando invece vorremmo abbracciare panorami e orizzonti, l’incapacità di godere del presente, del bello perché l’animo intorpidito si rivolge a ciò che non è stato e non è: questo è il tormento che addormenta la vita e ci rende schiavi di un sentimento capace di immobilizzarci, non solo, di portarci all’inattività e a volte anche al malessere fisico.

Dante nella Divina Commedia, nell’Inferno, riesce a darci un’idea fisica di che cosa possa essere il tormento per l’uomo, anzi, il tormento stesso senza fine è la pena dei dannati. La condanna eterna.

La parola tormentum deriva dal latino e si riferiva ad una macchina di tortura — il tormentum appunto — che infliggeva il supplizio della ruota, torceva le membra dei malcapitati.

Per fortuna né contorcimenti fisici né inferni danteschi ci aspettano ma ci ritroviamo a vivere in situazioni negative per il nostro benessere. Riusciamo a stagnare in stati d’animo alterati che poi diventano vere e proprie pulsioni e così perdiamo la pace e la serenità.

Ho visto persone stare male per qualcosa che non hanno avuto, che non hanno realizzato nel passato, per le scelte che hanno fatto o non fatto, a causa di un amore non corrisposto, di un’attività andata male, per mancate opportunità. Altri che addirittura preferiscono vivere nell’inquietudine.

Certo, creativi e artisti hanno trovato spesso in situazioni tormentate l’ispirazione artistica, Charles Bukowski scriveva: che cosa potrebbe fare un poeta senza tormento? Ne ha bisogno come della sua macchina per scrivere.

Il tormento diventa produttivo anche se non smette di erodere l’esistenza. E in genere, per la maggior parte delle persone, non sfocia in opere d’arte ma in diffusi malesseri.

Hai dei dispiaceri? Fissa lo sguardo su un bambino che dorme e non è tormentato da nessuna preoccupazione, né turbato da pensieri: imparerai qualcosa da quell’innocenza e ti sentirai completamente sollevato
—François-René de Chateaubriand

Il tormentarsi continuo è espressione di un equilibrio che non riusciamo a trovare perché lo cerchiamo fuori di noi. E finché cerchiamo all’esterno siamo destinati a combattere e a soccombere.

Per vincere il tormento, il rimorso e il rimpianto dobbiamo navigare i nostri mari interiori, trovare l’equilibrio, la consapevolezza di una vita da vivere, avere coscienza del tempo prezioso che ci è dato.

Nel momento in cui ci chiediamo che cosa ci tormenti e analizziamo la situazione iniziamo ad uscire dalla nostra ottusità, ad intraprendere un cammino di coscienza di sé che ci porterà a capire quanto sia inutile e dannoso questo stato d’animo.

Per crescere abbiamo prima di tutto bisogno di capire che cosa ci tormenti e se abbia un vero fondamento; posso dirti che il più delle volte — quando iniziamo ad analizzare con lucidità e onestà la nostra situazione — ci rendiamo conto del tempo sprecato, dell’energia e delle risorse che potrebbero essere investite in ben altro modo.

Indaga, prendi consapevolezza di ciò che è accaduto e, cosa più importante, apprendi la lezione perché d’insegnamento si tratta, sempre. In tutte le nostre vicende, anche in quelle che ci tormentano, abbiamo da imparare.

Beato l’uomo che non ha peccato con le parole e non è tormentato dal rimorso dei peccati. Beato chi non ha nulla da rimproverarsi e chi non ha perduto la sua speranza —Siracide, Antico Testamento

C’è una parola che ci aiuta, un’ancora di salvezza: speranza.

Lasciamo germogliare in noi la speranza che tutto possa sempre rinnovarsi; è nell’ordine delle cose e della vita che qualcosa vada perduto ma, per ogni occasione non colta, mille altre opportunità si presentano davanti a noi.

Cerca in te la felicità, basta fare un piccolo passo, diradare le nebbie del tormento, per capire che è possibile davvero recuperare e vivere la serenità.

Questa è già una scelta e se scegli di essere felice non ti tormenterai mai più.