UBUNTU: L’espressione più bella della nostra felicità

Saper accogliere è il vero progresso dell’umanità. Respiriamo tutti lo stesso ossigeno e i nostri piedi poggiano sulla Madre Terra che ci accoglie. Non ci sono più confini o domande, c’è solo da tendere la mano gli uni verso gli altri.

Esseri liberi non significa semplicemente rompere le catene ma vivere in modo tale da rispettare e accentuare la libertà altrui —Nelson Mandela

Se ti dico Ubuntu a che cosa pensi?

Ad un sistema operativo nato nel 2004, composto da un software libero, focalizzato sulla facilità di utilizzo. Ma questa tecnologia di open source s’ispira ad un concetto molto più profondo.

La parola ha anche un altro sorprendente e meraviglioso significato.

Il sostantivo deriva dalla lingua bantu e possiamo tradurlo come “benevolenza verso il prossimo”, può essere definita una filosofia, un modo di essere, una regola di vita che si basa sulla compassione, sul rispetto degli altri per l’interconnessione che unisce tutti gli essere umani.

Si è soliti dire umuntu ngumuntu ngabantu, “io sono ciò che sono in virtù di ciò che tutti siamo”.

Non è profonda ed emozionante questa verità?

Significa sostenersi reciprocamente, prendere coscienza non solo dei propri diritti ma anche dei doveri, esprime desiderio di pace e di solidarietà verso gli altri, qualunque sia il colore della loro pelle, la provenienza e l’appartenenza politica, religiosa o sociale.

Il sogno di Dio è che noi tutti realizziamo di essere un’unica famiglia e che siamo stati creati per stare insieme ed essere compassionevoli
—Desmond Tutu

Ubuntu è ritenuto uno dei principi basilari della nuova repubblica del Sud Africa. Desmond Tutu, arcivescovo anglicano e premio Nobel per la pace nel 1984, ha tratto ispirazione da questo concetto per la sua lotta contro l’apartheid; tante volte lo stesso Nelson Mandela ha parlato di Ubuntu come spinta alla realizzazione dei diritti umani.

Tradotto in varie accezioni, la radice del suo senso rimane sempre quella: diventiamo quelli che siamo grazie agli altri, posso prendere il meglio di una persona e portarlo in me e quella persona può prendere da me ciò che ritiene utile e importante e portalo in sé.

Sono ormai per fortuna poche le persone che ancora non accettano questa visione e questa verità, persone che però vivono dentro i confini della grettezza mentale. I giovani si stupiscono di questi adulti “adulterati” per la loro incapacità di andare oltre le diversità, anzi per non vedere proprio in ciò che è diverso da noi il vero arricchimento e la profonda crescita.

Saper accogliere è il vero progresso dell’umanità. respiriamo tutti lo stesso ossigeno e i nostri piedi poggiano sulla Madre Terra che ci accoglie. Non ci sono più confini o domande, c’è solo da tendere la mano gli uni verso gli altri.

Solo un modo di pensare e di essere di questo tipo potrebbe impedire alle guerre di devastare interi Paesi togliendo opportunità e vita alle persone.

Non è filosofia o speranza, è concretezza. Ubuntu è l’espressione più bella della nostra felicità.

La libertà è una sola: le catene imposte a uno di noi pesano sulle spalle di tutti —Nelson Mandela

Ognuno di noi deve sapersi far carico della mancanza di libertà e di diritti di molti popoli cambiando la forma mentale, andando oltre ciò che limita.

Incontrare gli altri è un’esperienza incredibile, in particolare civiltà e usanze così differenti da noi portano ampliamento degli orizzonti della mente e della vita quotidiana.

Esplorare la bellezza di conoscere il mondo è la vera educazione.

E poi c’è questo messaggio proprio di Desmond Tutu che mi riempie il cuore perché leggendo mi pare di realizzare l’ Ubuntu nella sua forma più alta: la risata, la leggerezza del cuore, l’unione del divertimento.

Con le sue parole voglio chiudere:

“Noi tendiamo a prenderci troppo sul serio. Dobbiamo ridere molto di più di noi stessi. Così io vorrei dare a tutti un cappello da clown, e dire, alla fine, che la vita è in effetti divertimento, godetevela.”